Dal Bernina Express al Mountaineer canadese, dal Ghan australiano al Darjeeling che sfiora l’Himalaya: i modi migliori per viaggiare in ferrovia, con un contorno di agi e meraviglie
Dai sedili di un treno si viaggia diversamente. Abituati come siamo a percorrere gli spostamenti nel minor tempo possibile, a volte dimentichiamo che l’esperienza più entusiasmante di una vacanza spesso è il viaggio in sé. E se, sopra le nuvole, c’è poca differenza fra un canyon messicano e un fiordo norvegese, dal finestrino di un vagone tutto riconquista la sua prospettiva. Come in questi dieci itinerari sulle ferrovie più belle del mondo, che Travel + Leisure online ha stilato e pubbicato.
La buona notizia è che non serve andare chissà dove per godere questi itinerari da favola: ben cinque sono in Europa, uno è (anche) in Italia, seppure nel nostro Paese ci sia solo il capolinea a Sud e poco altro. Si tratta del Bernina Express, patrimonio mondiale dell’Unesco, che nel suo tratto più suggestivo collega St. Moritz, Engadina, Svizzera a Tirano, in Valtellina. Il mitico “trenino rosso” percorre 60 chilometri in circa due ore e mezza, e mette a disposizione dei viaggiatori carrozze panoramiche e, d’estate, anche vagoni scoperti.
In certi tratti i tornanti sono così stretti che dalla coda del treno si può vedere la testa che viaggia nella direzione opposta, e viceversa. O ancora lunghi tratti completamente esposti, con pendenze da vertigine, la vista sui ghiaccia e, d’inverno, il silenzio ovattato del paesaggio completamente coperto di neve. Quest’anno è il suo centenario, e per festeggiarlo sono tante le offerte di pacchetti speciali, e il consiglio è sempre di prenotare, dato che il treno è molto popolare.
Rimanendo nella zona alpina, tra i treni più belli del mondo c’è anche la ferrovia del Semmering, in Austria. Costruita nel 1854, prima dell’era della dinamite, passa su sedici viadotti e attraverso 14 tunnel scavati a mano nella roccia. Un vero capolavoro di ingegneria civile dell’era pionieristica delle ferrovie. Il tragitto, da Gloggnitz, attraversa le Alpi austriache nel passo del Semmering, fino a Mürzzuschlag, cittadina dove si può visitare anche un museo della ferrovia.
In Portogallo, invece, si viaggia lungo il fiume con la Douro Line, che segue il corso d’acqua con i suoi vagoni dell’Ottocento e le locomotive a diesel. Un viaggio che non è fatto per chi ha fretta (la velocità media è di 30 chilometri orari), ma che riporta indietro nel tempo, quando questo treno era l’unico collegamento della zona. Un’opera ingegneristica degna di nota: 26 tunnel e 30 ponti per superare le insidi naturali del luogo. E si può scegliere anche di fare parte del tragitto sui battelli, per vedere il fiume da un’altra prospettiva.
Ancora una meta europea: in Scozia la West Highland Line collega in 90 minuti Glasgow con Mallaig, sulla costa. Un viaggio che è un riassunto delle bellezze naturali e paesaggistiche che la Scozia ha da offrire: laghi scuri e profondi, vallate verdi brughiere e castelli, fino ad arrivare al mare. Il periodo migliore è la primavera, quando i rododendri sono in fiore. Ed è un viaggio che piacerà agli amanti di Harry Potter, perché è qui che sono state girate le scene a bordo dell’Hogwarts Express, il treno che porta i giovani maghi a scuola. (19 marzo 2010)
In Norvegia, invece, si passa tra i fiordi in uno dei treni più ecologici del pianeta: il 90% dell’energia utilizzata della Nordland Railway, infatti, viene da centrali idroelettriche o da altre fonti rinnovabili. Il viaggio tra Oslo e Bregen (costo solo andata circa 95 euro) dura sette ore, e si consiglia di farlo in estate per godere del massimo delle ore di luce, per godere il magnifico panorama dell’altopiano Hardangervidda, la più grande area protetta in Europa. Per entrare al massimo nell’atmosfera nordica, nella carrozza ristorante si può provare un menu di piccoli assaggi di piatti tipici: trota, salmone, pane nero, patè di renna e renna affumicata, il tutto accompagnato dalle tipiche salse come quella a base di mirtilli rossi.
Due mete in Sudamerica: il Messico (El ChePe) e il peruviano Hiram Bingham Orient-Express. Sette ore di tragitto (andata e ritorno), partendo dall’altopiano per arrampicarsi su su fino al Machu Picchu, passando per i terrazzamenti che risalgono all’epoca Inca, le rapide del fiume Urubamba e i villaggi variopinti. Si arriva fino a quota 2300 metri sul livello del mare, e il personale del treno è pronto a intervenire con botole d’ossigeno e tisane per chi dovesse soffrire l’alta quota.
L’itinerario più lussuoso, su un treno dall’atmosfera Anni Venti, comprende anche i pasti e la visita guidata al santuario di Machu Picchu. In Messico, invece il viaggio dure 13 ore, dalle zone montuose dell’interno fino alla costa del Pacifico. I treni della Ferrocarril Chihuahua Pacifico sono moderni e confortevoli, ma sono lussi che passano in secondo piano di fronte ai paesaggi attraversati: cascate, piane desertiche, i monti della Sierra Tarahumara e soprattutto i sei Copper Canyons, che, se fossero uniti, misurerebbero quattro volte l’ampiezza del Gran Canyon.
Spostandosi decisamente più a nord, sul percorso della mitica Canadian Pacific corre ora la Rocky Mountaineer Line, che collega Vancouver e Calgary in due giorni di viaggio, tra pareti di lava nera, laghetti glaciali, fiumi e torrenti. Il tutto corredato dal verde delle foreste e dal bianco dei picchi innevati, passando tra i pascoli del bestiame e con la speranza di avvistare alci e orsi. I canadesi hanno ben compreso di avere tra le mani un patrimonio inestimabile, e così il viaggio comprende una sosta notturna a Kamloops, nella Columbia Britannica, per far sì che i passeggeri si godano tutto il panorama alla luce del giorno. I posti migliori sono quelli di prima classe, in testa al treno, rialzati e con ampi finestrini.
Per trovare un’altra ferrovia da sogno bisogna cambiare emisfero. Da Adelaide a Darwin, ecco il viaggio più emozionante in Australia. La linea Ghan attraversa perpendicolarmente il continente in due giorni e due notti, offrendo agli occhi dei passeggeri un paesaggio mozzafiato. Dal deserto di sabbia e rocce rossastre alle lussureggianti zone tropicali, fino al mare. Quasi tremila chilometri per una panoramica completa, viaggiando con il più spartano “red service” (con cuccette, o sedili reclinabili) o con il lussuoso “platinum”, con vere e proprie suite matrimoniali e bagni privati.
Reso celebre dal film del 2007 di Wes Andreson “The Darjeeling Limited”, l’omonimo treno indiano oltre ad essere decisamente economico (i biglietti partono da 1 dollaro) attraversa paesaggi da sogno. Parte da Siliguri, alle pendici dell’Himalaya orientale, e arriva fino alla stazione di Dajeeling, in collina. I viaggiatori vengono così accompagnati su quello che ha tutto l’aspetto di un trenino giocattolo, da una magnifica vista sulle montagne, attraversando tratti di giungla densa e verdeggiante, vallate, campi di tè e foreste. La linea, citata e ripresa in tante produzioni Bollywoodiane, è sponsorizzata dal 1997 da una società di 800 appassionati da oltre 20 paesi del mondo, che hanno a cuore il futuro di questo simbolo dell’India. (19 marzo 2010)
di Flaminia Festuccia (La Repubblica.it)














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